‘Luigi Russolo a Cerro di Laveno’

Luigi Russolo a Cerro di Laveno. Metamorfosi di un futurista

July 4 – August 23, 2009
Vernissage July 4 at 5:30pm
Museo internazionale design ceramico Lungolago Perabo’
Cerro di Laveno Mombello (Varese)

Nel centenario del Futurismo il Museo Internazionale Design Ceramico di Cerro di Laveno (Va) rende omaggio all’artista futurista Luigi Russolo, che nel paese in riva al Lago Maggiore si trasferì durante gli ultimi anni della sua vita. Dopo l’esperienza artistica che lo vide al fianco di Filippo Tommaso Martinetti, Umberto Boccioni, Carlo Carrà e il circolo degli artisti futuristi, Russolo abbandona la sua personale indagine sulla musica futurista e, di ritorno da Parigi, sceglie di ritirarsi in un luogo lontano dal tumulto “dove sia possibile la solitudine”.

“Luigi Russolo a Cerro di Laveno. Metamorfosi di un futurista”, a cura di Anna Gasparotto e Franco Tagliapietra, è la mostra inedita che presenta per la prima volta in assoluto al pubblico gli arredi d’artista della camera da letto dello stesso Russolo, parte della collezione degli eredi ancora conservata a Laveno Mombello (Va). La mobilia, infatti, è sempre stata preservata dalla vedova Maria Zanovello, anche quando, per motivi di spazio, fu costretta a privarsi del resto dell’arredamento della villa. Le sue volontà testamentarie del 1964 dispongono inoltre che la camera studio potesse essere utilizzata e mantenuta viva.
Gli elementi che compongono la camera quali il letto, lo scaffale, la scrivania, l’armadio, il mobiletto e il comodino ricordano nelle forme e nelle decorazioni i motivi deperiani degli anni Trenta. La forma sintetica, infatti, e la sequenze di triangoli dai vertici superiori saettanti, quasi frecce diagonali, colorati a tinta piatta con alternanza di azzurri chiari e scuri sono ispirati ai suoi “mobili blu”. Come si apprende dai documenti, la moglie dell’artista scrive che l’arredo essenziale e lineare scelto da Russolo per il locale-studio fu, infatti, suggerita dall’amico Fortunato Depero. L’amicizia tra i due futuristi è testimoniata ampiamente da una fitta corrispondenza, conservata nel fondo presso l’Archivio del Novecento al MART di Tento e Rovereto.

I curatori ritengono infatti che i documenti danno “ragione di rafforzare la convinzione che la mobilia in oggetto possa essere stata progettata su modello deperiano o addirittura su impulso di Depero e realizzata da Russolo insieme a qualche artigiano”.
La camera da letto chiusa da una vetrata che dominava il lago, era annessa alla veranda ove Russolo lavorava e dove dipinse alcuni dei paesaggi che caratterizzano la produzione degli anni Quaranta.

Il percorso espositivo presenta, oltre all’arredamento, quaranta acqueforti realizzate da Russoloe stampate da Marco Costantini tra il 1906 e il 1913. Alcune di esse sono ancora di carattere spiccatamente simbolista come Profumo, mentre in altre appare prioritario l’ambiente industriale della città in espansione i simboli del progresso tecnologico come strade ferrate, fabbriche, ciminiere fumanti. La più emblematica tra queste incisioni è Città addormentata dove, ad una presenza notturna di realistica periferia cittadina, si contrappone, nella parte superiore, una visione onirica di volti e di corpi intrecciati. Solo nel 1912, con un’unica incisione, Movimenti simultanei di una donna, Russolo conclude la sua esperienza incisoria con una tematica autenticamente futurista.

La mostra, che prosegue il calendario espositivo curato dalla direttrice Emma Zanella, rimarrà aperta al pubblico fino a domenica 23 agosto, con possibilità di visite guidate su prenotazione.

In Museo, nella stessa giornata di inaugurazione della mostra sabato 4 luglio, alle ore 15.30 si svolgeranno laboratori didattici per bambini I fiori fantastici di Giacomo Balla futurista, alle ore 18.30 verrà presentato il volume Cavalcata delle Vertigini di Paolo Buzzi, a cura di Anna Gasparotto e Franco Tagliapietre. Seguirà alle ore 20.30 una cena futurista presso il Ristorante Croce Bianca di Cerro di Laveno Mombello (prenotazione obbligatoria al MIDeC).

Luigi Russolo nasce il primo maggio 1885 a Portogruaro. Si trasferisce, al seguito della famiglia, a Milano nel 1901. Le sue esperienze di apprendistato artistico gli forniscono un’ottima conoscenza delle tecniche che egli mette a frutto nell’attività incisoria, iniziata nel 1906 e che presto, tra il 1909 e il 1910, gli dà un certo successo. Questa produzione è intervallata da una primissima produzione pittorica già di notevole qualità.
Nel 1910 aderisce al futurismo come firmatario dei manifesti della pittura e come partecipante al movimento, da protagonista assoluto, attraverso mostre di pittura nazionali e internazionali, serate e pubblicazioni teoriche. Datano fino al 1913 i suoi più importanti dipinti futuristi. Proprio al 1913 risale la decisione di dedicarsi ad un’ulteriore forma di creatività: l’arte dei rumori. Russolo diviene dunque teorico e sperimentatore di questa nuova forma d’espressività futurista attraverso la creazione di strumenti, gli intonarumori, atti a produrre i più svariati rumori, la composizione di brani di musica rumorista e la creazione di un’intera orchestra di strumenti.

Buona parte degli anni dieci e venti, contrassegnati dall’amara parentesi della guerra, sono dedicati, pur con frequenti ed interessanti ritorni all’amata pittura (con applicazioni anche nel campo della decorazione e del design di mobilia), al perfezionamento dei suoi strumenti, applicati talvolta a forme di spettacolo sperimentale futurista.

All’inizio del quarto decennio si registra l’attenzione di Russolo, che diviene ben presto prioritaria, a diversi ambiti della spiritualità e della filosofia: yoga, filosofia orientale, sonnambulismo, magnetismo, sdoppiamento del corpo. Queste e altre tematiche sono raccolte in un trattato filosofico, Al di là della materia, edito nel 1938; contestualmente egli si impegna in una produzione visiva di carattere figurativo, composta da più di cento dipinti e più di altrettanti disegni, in cui prevale la quiete dell’animo pacificato dell’artista-filosofo.

Russolo muore a Cerro di Laveno, luogo che aveva da tempo eletto a sua dimora, il 4 febbraio 1947.

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