Originally published in Futurismo, a.I, n.12, 27 novembre 1932.
Text below generously provided by Chris Adams (Estorick Collection) and may also be found in the exhibition catalog for Piety and Pragmatism (26 September – 23 December 2006, Estorick Collection, London).
Questo titolo può forse sembrare, agli occhi di molti, in contraddizione con sé stesso.
Ogni moderna religione risulta infatti costituita, nella sua parte essenziale, oltrechè di verità divine e dottrine sacre, anche – e non in minima parte – di tradizione. Tradizione di riti, di formule, di credenze che si rispecchia poi grandemente in tutte le numerose e varie creazioni artistiche che ad esse si ispirano.
Il Futurismo è, al contrario, innovatore per eccellenza, giungendo il suo alito vivificatore oltre la « tecnica » della creazione artistica, fino e innanzitutto a ciò che ne costituisce l’intima parte vitale, quella che sola dà ragione della sua esistenza: l’ispirazione.
Nessuno, quindi, saprebbe dar torto a tutti coloro che affermano essere il Futurismo, per le ragioni stesse che l’ànno generato, assolutamente incapace di creare opere d’arte di soggetto religioso.
[...]
Per essa si osserva che la recisa affermazione di costoro è, in certo qual modo, rafforzata dal successo decisamente negativo riportato dai primi tentativi di alcuni pittori di dar vita a quadri religiosi futuristi.
Si noti bene, però: diciamo « rafforzata » solamente, e non già definitivamente confermata, per la ragione che i pittori cui si accennava non hanno per nulla creato il quadro religioso futurista, quantunque, nella composizione di esso, si attenessero in modo assai visibile ai dettami della nuova tecnica.
Ogni nuova creazione, per chiamarsi veramente futurista, non deve soltanto applicare integralmente i canoni artistici futuristi, ma prima di tutto è necessario si ispiri a motivi appartenenti alla « nostra » vita e alla « nostra » sensibilità, e con esse vibranti strettamente.
Questa è, del resto, una delle pietre angolari sulle quali è sorto il Futurismo.
I primi tentativi di composizione di quadri religiosi futuristi si sono invece arrestati all’illustrazione di antichi fatti ed episodi, lontani ormai dal nostro spirito secoli e secoli e che, non potendo da nessuno essere « vissuti », non si prestano nemmeno ad essere interpretati e resi da questa ultima tecnica. Ecco perché davanti a un quadro futurista raffigurante la « Deposizione », o il « Crocifisso », o altri episodi evangelici, o momenti della vita di santi, tutti si sono sentiti freddi e insensibili, per non dire urtati da quelle moderne rappresentazioni. Le « sensazioni » in essi rappresentate anzitutto non erano « reali », poiché la sensibilità dell’artista non poteva, in modo assoluto, essere colpita e impressionata da fatti e ambienti coi quali egli evidentemente non aveva avuto immediato contatto, in altre parole non aveva « vissuto »; poi perché, quand’anche, per ipotesi, lo fossero state, esse erano sempre egualmente ignorate dalla sensibilità dell’osservatore.
V’ha poi un’altra ragione che, unitamente a questo fatto, ci spinge a rifuggire da questa pretesa arte religiosa futurista, ed è che i soggetti finora scelti si sono ormai impressi nella mostra memoria in forme e atteggiamenti rimasti pressoché invariati per generazioni e generazioni e divenuti perciò quasi sacri e immutabili, sì che ora ripugna al nostro spirito ogni sostanziale modificazione o variazione loro apportata.
Ma condannando in pieno tutte queste composizioni, non si vuole minimamente negare un’arte religiosa futurista, le cui possibilità rimangono, all’incontro, perfettamente intatte.
Verrà allora spontanea la domanda: – « Se l’artista creatore di un’opera religiosa futurista non dovrà in alcun modo, nella sua composizione, ispirarsi ai soggetti tradizionali, da dove trarrà egli i motivi indispensabili, d’altra parte, ad ogni creazione artistica? ».
Lo dicemmo già più avanti: i motivi dovranno appartenere esclusivamente alla « nostra » vita e alla « nostra » sensibilità: a questa sola condizione sarà possibile al Futurismo di creare anche opere religiose, cosa che, a tutta prima, sembra per lo meno inverosimile..
Essi dovranno nascere dai diversi atteggiamenti dello spirito religioso nei confronti della vita moderna; dai conflitti spirituali che si svolgono in un’anima investita dalla luce di verità eterne; dovranno esaltare il sacrificio che di sè stessi fanno tutti coloro che trascorrono la vita negli ospedali, nei luoghi di pena, curvi sul dolore altrui, col solo nobile intento di alleviarne i tormenti; dovranno cantare ed eternare i sublimi momenti di ogni scoperta scientifica, pietre miliari sul cammino verso la Verità; dovranno rendere tutti gli aspetti contemporanei della incessante lotta del Bene contro il Male, della Luce contro le Tenebre; infine dovranno tentare, immane impresa, di raffigurare la grandiosità della Forza Regolatrice dell’Universo che noi denominiamo Dio.
Il Futurismo, colla sua possibilità di rappresentare gli « stati d’animo » più disparati, di dare la visione contemporanea di due o più momenti, di esprimere qualsiasi grande idea senza essere costretto a mascherarla e deformarla sotto forme tradizionali, di ristretto significato, meglio di qualunque altra arte si presterà quindi a spaziare e creare in questo campo.
E i principali motivi cui abbiamo rapidamente accennato, e dai quali l’artista potrà trarre l’ispirazione per le opere religiose futuriste, sono un nulla in confronto della vastità e profondità delle idee che scaturiranno in lui dall’urto del problema religioso colla sua squisita sensibilità. La nostra fantasia non sa darci neppure il più pallido aspetto di quello che sarebbe domani il capolavoro religioso futurista, dovuto all’arte somma dell’artefice nuovo.
Giunti a questo punto, molti si sentiranno in dovere di obbiettare: – « Ma secondo questi principi ogni tradizione, anche la più radicata, sarebbe rotta e abbandonata. E non ne soffrirebbe la religione di questa rottura? ».
Assolutamente, no. Poiché l’arte religiosa futurista non indugerà, nelle sue innumerevoli rappresentazioni, in ciò che è esteriorità, cerimonia, rito, ma entrerà decisamente nel vivo spirito della religione stessa, e lo porterà a diretto contatto dell’anima delle masse. Conseguentemente la nostra religione cristiana non ne rimarrà che notevolmente avvantaggiata.
[...]
Per riassumere, [...] ci basti dire che se il Futurismo vorrà seriamente fare dell’arte religiosa futurista vi riuscirà alla sola condizione che si ponga a « creare » e non già, come fino ad oggi fu tentato a « rinnovare ».
SALVATORE CALDARA
Quest’articolo di SALVATORE CALDARA interessante nella sua parte “teoretica” è ingiusto quando parla delle realizzazioni già avvenute di arte sacra futurista.
Non so se il Caldara à letto il Manifesto di Marinetti e mio. Certamente, a giudicare da quanto scrive, non à visto le pitture e le sculture esposte alla Mostra Internazionale di arte sacra di Padova ed oggi inviate alla Casa d’Arte della Spezia. Vi sono dei “soggetti” che, per essere ammessi al culto, devono essere mantenuti. Questi soggetti, da un punto di vista religioso, non ànno tradizione. Bisognerebbe cambiare la religione.
Questi stessi soggetti furono invece dipinti da noi secondo una sensibilità estetica del nostro tempo e infatti il mio quadro “Natività – Morte – Eternità” à tutte le caratteristiche dell’arte futurista (simultaneità – sintesi – lontanovicino – vissutosognato) che sono pure le caratteristiche della vita moderna. Perciò spirito e non tecnica.
Caldara scrive “davanti a un quadro futurista tutti si sono sentiti freddi e insensibili per non dire urtati”.
Quest’affermazione è falsa. Io e i miei amici Dottori e Oriani abbiamo dei quadri futuristi in case di Torino e di altre città: e sono pregati e considerati rispettosissimi della fede, anzi più corrispondenti, per il loro carattere estetico, alla sensibilità di chi li guarda. E, se sono necessarie delle documentazioni, parlo dei signori Barosi e Vernazza di Torino, dei signori Della Ragione di Genova, dell’arch. Sartoris di Ginevra che à scelto delle mie pitture d’arte sacra per una nuova Chiesa razionale da lui costruita.
In quanto alla possibilità di quadri d’arte sacra futurista ASTRATTI (il Bene il Male – la Luce e le Tenebre – il Paradiso, ecc.) il Caldara arriva con un ritardo di almeno due anni. Io e Oriani abbiamo “creato” delle pitture religiose astratte fin dall’inizio del 1931: con giuochi volumetrici e cromatici, atmosfere magiche ed elementi astratti adatti a rendere uno “stato d’animo religioso”. Ed io stesso ò descritto queste pitture “astratte” in vari articoli su OGGI E DOMANI, sulla CITTÀ NUOVA, ecc. ecc.
Consiglio perciò il sig. Caldara di approfondire meglio la sua conoscenza, specialmente per l’arte sacra del futurismo che mai à stampato un Manifesto improvvisato e superficiale.
Fillia
Futurismo, a.I, n.12, 27 novembre 1932



Hi Jessica!
I’m Leo, the italian comicbook artist, do you remember of me?
This blog is very cool and interesting!
Nice job!
Cheers!
Great. I love how the poliziotto takes a photo. The Trevi Fountain stun was cooler. I suppose the question is, which came first – this, or the Sony commercial?
http://www.youtube.com/watch?v=YvgXXazRGHQ
I think I’d go for the Alcoholic Joust. Fire In The Mouth sounds a bit much.
I volunteered during PERFORMA 07, and while I got to take part in Yvonne Rainer’s “Ros Indexical” at the Hudson Theatre (where I saw Baryshnikov for the first time), and helped consruct a rectangular, roofless igloo in Cooper Square, I also had to sit through a lot of stuff which was at best ridiculous nonsense (He Yunchang’s naked “Mahjong”), at worst pretentious and lazy drivel (Ulla Von Brandenburg’s “La Maison”). Let’s hope PERFORMA 09’s more defined manifesto weeds out some of the lesser works ensuring a more coherent event.
Futurist Nikes? Personally I still prefer Marty McFly’s…
http://www.mcfly2015.com/
Well, how did it go?
Locals in Vigevano say the town’s long main square is Italy’s second most beautiful piazza after “Il Campo” in Siena — suggesting its inhabitants are proud but also realistic. I went to Vigevano a few times when I was living in Pavia, and while it is a nice baroque square (with an arcade running on three sides), I can think of a couple more piazze in Rome that would shunt it even further down the list.
Nice to hear that Futurism will be honored in the USA. Is it too late to participate in this annual conference? My interest in Futurism is limitless and I could propose a paper about Futurism in America 1915-1955. Please let me know Best to you. Dr. Jean-Pierre Andreoli-de Villers, University of Windsor.
I suppose that the city has never gotten over Marinetti, Boccioni, Carra and Russolo’s manifesto of April 27, 1910, “Contro Venezia passatista”.
Vuoi consultare il programma della manifestazione FUTUROMA comodamente sul cellulare a COSTO ZERO?
Collegati alla pagina
http://www.funweek.it/Home/Futuroma/?m=150
e scarica l’applicazione java dedicata al Futurismo con tutti gli eventi della manifestazione.
Il serivzio è totalmente gratuito!
Hi Jessica,
Happy Centenary. In honour of the celebration, we hereby share a small update on Thames & Hudson 1973 sloppy historiography and piss-poor translation.
Thames & Hudson 1973 claim, that the following is Marinetti’s seminal moment of conception of Futurism when his car overturns into a ditch,
“I gulped down your nourishing sludge; and I remembered the blessed black BEAST of my Sudanese nurse… ”
Alert readers will sense something wrong: reference to a wet-nurse is more likely to refer to a BREAST, not a beast. I checked the original; and indeed, Marinetti wrote ‘MAMELLE’ (in English: breast, mammary)
Original French text:
http://www.italianfuturism.org/fondation-et-manifeste-du-futurisme/
Reading the French, I was even more astounded the original is so much more sensual and full of graphic erotic detail,
“J’ai savouré a pleine bouche ta boue fortifiante qui me rappelle la sainte MAMELLE noire de ma nourrice soudanaise!”
A far more accurate translation of that would be:
“I SAVOURED FULLY IN MY MOUTH your fortifying mud that recalled to me the sacred black breast of my Sudanese wet-nurse.”
With an eye to historic, artistic, social and poetic purpose (not to mention transparency, critical integrity, and avoiding intentional malignance or negligent demeaning aspersion on Sudanese and female breasts), it’s fair to say ‘beast’ evokes vastly different connotations than ‘breast.’
(And make no mistake: there’re many good French words for beast, like ‘bête’ or ‘fauve’; certainly not ‘mamelle’.)
With an eye to Marinetti’s disdain of consider the irony of the translators and their times. It’s not impossible in 1973 that Thames & Hudson was still labouring under such extreme prurience that it could not bring itself to put into print such FUTURIST words as, well, ‘ breast’. T&H may have consciously explicitly chosen a well-serving typo and/or unconsciously been guided by prurience.
In all events, best wishes to one & all for a fulfilling futurist centenary.
In occasione del Centenario della pubblicazione del primo manifesto futurista, NetFuturismo ha steso e pubblicato sul sito http://www.netfuturismo.it il manifesto DOBBIAMO UCCIDERE IL FUTURISMO!, l’unica risposta credibile per rilanciare lo spirito futurista nel XXI secolo. Contro il recupero passatista del Futurismo del secolo scorso, contro il vuoto presentista delle attuali proposte avanguardistiche, NetFuturismo propone di aggiornare il Futurismo alla luce della rivoluzione neotecnologica in atto. Per questo motivo è necessario in primo luogo scrollarsi di dosso il ricordo nostalgico delle sperimentazioni futuriste, sperimentazioni adatte al mondo di 100 anni fa, non certo al nostro. Chiunque abbia compreso davvero la portata del messaggio del Futurismo, chiunque ami il Futurismo, oggi deve ucciderlo.
http://www.netfuturismo.it
Happy Centenary! Have been thinking of you all day — wish I could have gotten over to MoMA to mark the occasion!
http://www.bdgest.com/critiques/images/couv/72401.jpg
I expect photos.
Visit http://www.marchesacasati.com/ the official site of Futurist muse the Marchesa Luisa Casati.
Love the shoes… and the site’s new look!
Thanks for the shout-out JP! Can you divulge any on what might constitute Futurist wine?
Ci mancherai…LUCE
e con te tutti i futuristi che già se ne sono andati_ purtroppo.
Andrea Carlo Alpini
Alberto Rusconi
Andrea Galli
Mercoledì 24 giugno 2009
ORE 10.11
CIMITERO MONUMENTALE, Milano
CAMPO IV
di fronte
Tomba F.T. Marinetti
21 SECONDI DI SILENZIO PER LUCE
Andrea Carlo Alpini
Alberto Rusconi
Andrea Galli
eseguiranno il “Silenzio” per la recente scomparsa di LUCE MARINETTI,
ultima futurista vivente che ci ha lasciato nel giorno del Solstizio d’estate, il 21 giugno 2009.
A seguire saranno proposti quattro brani futuristi:
L U C E
Poema e pianto per FT Marinetti
Rossi guanti di velluto
Figlia del cielo
un atto dovuto…
visto l’eredità che ci hanno lasciato, e la passione con cui continuiamo la loro opera…
Gent. Jessica Palmieri,
Vorrei segnalare agli studiosi di futurismo la raccolta di opere digitalizzate della Collezione ‘900 Sergio Reggi, che è pubblicata sul nostro sito del Centro Apice (Archivi della Parola, dell’Immagine e della Comunicazione editoriale) dell’Università degli Studi di Milano. Si tratta di circa 5000 pagine consultabili tra periodici, opuscoli e manifesti futuristi.
Ringraziandola per l’attenzione, invio cordiali saluti,
Valentina Zanchin
hallo Cinema Bizarre fans!!
meine tickets habe ich bei fanfusion.de gekauft!!
bei fanfusion.de findet ihr noch karten für alle konzerte!!
Quite interesting. Nice work done to the palace but without Peggy, something is missing!! I visited this place in the late seventies with Luce Marinetti. It was quite derelict but the art was then fantastic. A few more Futurist pieces, please!. Best. Jean-Pierre de Villers, Windsor.
I am so doing this.
Great idea, Jessica.
Hello, where can I get my hands on this book!!!! Writing my thesis this year on Umberto and would love to have this to add to my work.
Is it english or Italian?
thank you….
Wowza. Anyone who can procure all the ingredients for the More-Less-by-Division is a hero to me…
No Pan Galactic Gargle Blaster? For shame!
I love how there’s a restaurant in Florence called “Ganzo”…
Dear James,
Actually it is not only a restaurant, it is a cultural association of students attending both Apicius International School of Hospitality and Florence University of the Arts.
It is an ACLI association, and yearly membership is available for everybody.
For more information, pls contact: info@ganzoflorence.it or visit the website: http://www.ganzoflorence.it
Tnx and pass by if you wish – Molecular Cuisine is quite an experience…
Thanks for the link back to my blog’s links! I’ll have some more futurist stuff posted in the next few months.
Hello Jessica, I was on your site and on typing manifestoes, I did not see anything between 1916 and 1933 !! A lapse? A technical mishap????? Marinetti is not happy!. Please correct. J.P.
Hello,
Je trouve votre projet fantastique. Bonne continuation.
See you.
It is a strange story. Most of Marinetti’s papers are at Yale. These are easily available for consultation. Those at the Getty seem to be burried in a vault and no copies have been offered to the general public. Something needs to be done, especiallly the notebooks of the very young FTM. Most of the contents should be put on the internet. Free. JpdV
Fried Ilona, Modern olasz irodalom: Problémák, művek, dokumentumok, HEFOP pályázat, ELTE. BTK, Budapest, 2006, pp. 17-25
Fried Ilona, Száz év botrány – a futurizmus, „Élet és Irodalom”, 2009. augusztus 14, p. 17.
Fried Ilona, Sua Eccellenza Presidente. Pirandello and the Convegno Volta, „Pirandello Studies” n° 29, 2009
Fried Ilona, Beszélgessenek Marinettivel! Kiállítások a futurista kiáltvány 100. Évfordulóján,„Criticai Lapok” n° 12, 12/2009, pp. 1-3.
Still the nicest site about Futurism. Maybe you could add a section where people could upload documents about Futurism. I have a mountain of unpublished pages of FTM. Best to you. Jean-Pierre de Villers
ARCHIVIO DELLA DISLOCAZIONE/DISPLACEMENT’S ARCHIVES
Archivio della dislocazione documenta il trasferimento continuo di ognuno di noi. Ai partecipanti al progetto viene richiesto di realizzare fotografie personali nel contesto di altri panorami, esibendo nella mano la cartolina del proprio luogo di provenienza.Displacement’s archives document the continuous transfer of itself. To each of the participants to the project it is in demand to realize photos of itself in the context of various panoramas, exhibiting in the hand the postcard of his/her own place of origin.
ES PRODUZIONI 2009
http://dislocazione.altervista.org
My Father’s brother was Mario Buggelli,can you give me as much information
on him as you can.Thank you.
James Buggelli Houston Texas
Bonjour Jessica. Where in Brooklyn?? Best of best, JPadV University of Windsor, home of the Futurists.
Clinton Hill!