‘Deperofuturista’ in Buenos Aires

Deperofuturista

November 6, 2009 – January 10, 2010
Fundacion Proa (Buenos Aires)
Curated by Gabriella Belli

“La mostra illustra l’adesione di Fortunato Depero al movimento futurismo, che sfocerà nella pubblicazione del manifesto “Ricostruzione futurista dell’Universo” firmato dall’artista nel 1915 con Giacomo Balla.

Il “Futurismo” è per Depero e i futuristi il sogno di un’opera d’arte totale, che caratterizzerà tutto il suo lavoro, dalla pittura alla scultura, dalla grafica al design.

Le sue prime opere, i complessi plastici, sono realizzati con materiali poveri (fili metallici, vetri, cartoni, carte veline) e capaci di movimenti meccanici.

Nel 1916 Depero realizza le scenografie e i costumi per il balletto “Chant du rossignol” e nel 1918 costruisce le marionette di legno colorate per i “Balli plastici”.

Nel 1919, proprio a Rovereto, dà vita a un suo grande sogno: aprire una casa d’arte futurista specializzata nel settore della grafica pubblicitaria, dell’arredo e delle arti applicate e, in particolare, in quello degli arazzi in panno.

Nel 1928 si trasferisce a New York dove resterà fino all’ottobre del 1930. L’impatto con New York è entusiasmante, ma nello stesso tempo difficile. Qui Depero apre la Depero’s Futurist House, una sorta di filiale americana della casa d’arte di Rovereto.

L’artista trentino nutre grandi speranze per la commercializzazione su larga scala delle sue opere. Ma il mercato, diversamente da quanto egli aveva immaginato, non è per nulla interessato a questi oggetti. L’insuccesso e le conseguenti difficoltà economiche sono causa di contrasti all’interno della casa d’arte e nei primi mesi del 1929 la società viene sciolta.

Nell’ottobre del 1930, costretto dalle difficoltà economiche, rientra in Italia, a Rovereto. Seguono anni di grande isolamento. Nel 1948 tenta nuovamente la fortuna in America, ma il suo viaggio si rivela ben presto più difficile di quello del 1928. Il ritorno in Italia è ancor più deludente.
Sopravvissuto a molti amici futuristi, Depero è una voce isolata nel dibattito nazionale. Il futurismo, per anni congelato dalla critica a causa dei supposti legami con il regime, inizia timidamente a ottenere una prima storicizzazione attraverso alcune mostre molto importanti, come quella del 1950 alla Kunsthaus di Zurigo dedicata alle avanguardie italiane, “Futurismo e pittura metafisica”, cui partecipa anche Depero. Negli anni cinquanta progetta e realizza, grazie anche alla collaborazione del Comune di Rovereto, il primo museo del futurismo italiano, una curiosa e intelligente consacrazione della sua opera.

Muore nel 1960 a Rovereto, lasciando alla città, in eredità morale e culturale, tutto il suo patrimonio.”

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